Oltre a far bene al corpo, lo sport può essere un ottimo strumento per formare il carattere dei bimbi: gestire la timidezza o l’iperattività, educare all’ascolto, superare le paure, sviluppare una coscienza collaborativa e sperimentare lo spirito di gruppo.
3-4 anni è l’età giusta per iniziare uno sport che permetta di fare esperienze di movimento e gioco, come per esempio corsi propedeutici di nuoto, danza classica o moderna, pattinaggio.
Sarebbe meglio evitare lo sport agonistico prima dei 10-12 anni perché in questa età un’eccessiva competizione potrebbe procurare stress e ansia da prestazione.
Come scegliere lo sport più adatto seguendo il carattere di tuo figlio? Vediamolo insieme!
- Calcio: per socializzare
Il calcio non è uno sport completo, perché sviluppa solo la muscolatura delle gambe e prima dei 12 anni un bambino non è nemmeno pronto dal punto di vista della coordinazione, della forza e della resistenza. Tuttavia, è un’attività che favorisce la socializzazione e lo spirito di squadra ed essendo molto diffuso risulta essere uno sport molto aggregante.
- Danza: per la consapevolezza di sé
A partire dai 4 anni, momento di grande elasticità del corpo, è possibile avvicinare i nostri figli alla danza, che insegna la postura corretta, dona eleganza e grazia ai movimenti, insegna il senso del ritmo e a comunicare attraverso schemi appresi. La danza rende consapevoli del corpo e del suo movimento nello spazio.
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- Arti marziali: per combattere l’iperattività
Allenando la disciplina e promuovendo correttezza e onestà grazie alle regole di comportamento, le arti marziali come Judo, Karate, Ju Jitsu, sono adatte per i bambini iperattivi e irrequieti. Il maestro è un’autorità positiva che si impara a rispettare.
- Pallacanestro e pallavolo: per facilitare la relazione con gli altri
Nei bambini che hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri, a collaborare, che sono insicuri, il gioco della pallacanestro o della pallavolo (e il momento dello spogliatoio) stimolano lo spirito di gruppo, la condivisione, il senso di fiducia e di appartenenza. Oltre a essere sport in cui tutto il corpo lavora, dalle gambe alle braccia, allungando la colonna vertebrale e fortificando gli addominali, queste attività sviluppano precisione e abilità.
- Equitazione: per stare in contatto con natura e animali
Per chi ha la fortuna di avere un maneggio vicino casa, l’equitazione è un’esperienza entusiasmante: non si tratta di imparare a cavalcare e basta, ma anche di prendersi cura dell’animale e di sviluppare l’amore per la natura e tutto ciò che la abita. Non solo uno sport, ma una vera palestra per le emozioni.
- Nuoto: per esercitare il silenzio
Il nuoto, sport consigliato per eccellenza da tutti i dottori perché adatto a un corpo che sta crescendo (l’acqua toglie la gravità e quindi nel movimento non si rischiano traumi) è indicato per quei bambini che mal sopportano il silenzio e tendono a parlare molto. Il nuoto favorisce il silenzio e la riflessione.
- Ginnastica: per controllare i movimenti
La ginnastica ritmica, artistica, a corpo libero, aiuta il bambino a prendere consapevolezza del proprio corpo e a misurare le sue capacità. C’è un grande controllo del movimento e a ogni allenamento si cerca di fare piccoli progressi (allungamento, scioltezza, elasticità).
- Ciclismo: per responsabilizzare
Nasce come un passatempo (chi di noi non ha imparato ad andare in bici al parco con il papà che ci teneva per non farci cadere?) e in alcuni casi può proseguire come uno sport anche da vivere a livello agonistico. Per praticarlo serve molta costanza, ma in cambio il ciclismo aumenta il senso di responsabilità del bambino e la sua sicurezza.
Se vuoi approfittare e capire meglio se uno sport fa al caso di tuo figlio, ricorda che questo è il periodo giusto: da metà settembre a metà ottobre ci sono le lezioni di prova. Approfittane!
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